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Corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria Corso di Preparazione di Esperienze didattiche di Fisica Giuseppina Rinaudo e Valentina Montel con la collaborazione di D. Allasia Dicembre 1999 |
L'energia è una grandezza fisica fondamentale, nel quadro concettuale della disciplina oltre che nella vita quotidiana, perché gode di alcune caratteristiche importanti:
La conservazione dell'energia è una legge ancora più rigorosa della conservazione della massa, perché è legata a una legge di invarianza più fondamentale (l'invarianza sotto trasformazioni nello spazio-tempo). Ma, accanto alla conservazione, è altrettanto importante, non solo nella vita quotidiana ma anche dal punto di vista dei concetti fisici fondamentali, la degradazione dell'energia, perché è legata al fatto che non tutte le forme di energia sono ugualmente utili e che in ogni trasformazione, passaggio o accumulo, una parte di energia inevitabilmente se ne va in forme che non sono facilmente utilizzabili. Conservazione e degradazione sono quindi i due concetti chiave da avere ben presenti nel parlare di energia, oltre ovviamente alla definizione stessa di energia.
In fisica, ci sono due modi classici di giungere a definire l'energia, attraverso due forme diverse, l'energia meccanica e l'energia termica. Entrambi i modi sono ben adattabili all'introduzione di questa grandezza a livello di scuola primaria: in questa lezione approfondiremo l'approccio attraverso l'energia meccanica.
Partiamo dall'analisi di che cosa si deve fare per mettere in moto un qualunque oggetto che prima era fermo. Ricordando quanto detto nella lezione sulle forze, occorre ovviamente l'intervento di una forza: il primo esercizio da fare è quindi individuare le forze che intervengono. Prendiamo un esempio semplice: voglio sollevare un oggetto che è sul pavimento e metterlo su un tavolo (figura 1). Finché l'oggetto è fermo, sul pavimento prima e sul tavolo poi, c'è la forza esercitata dal piano d'appoggio che fa equilibrio alla forza-peso, per cui l'oggetto non cade, ma, per tutto il percorso in cui l'oggetto è a metà strada, debbo provvedere io a fornire, con la mia forza muscolare, una forza sufficiente per equilibrare la forza-peso.
La forza che interviene è, in questo caso, la forza muscolare: senza il suo intervento infatti, l'oggetto sarebbe rimasto sul pavimento e, da parte mia, per applicarla, io ho fatto una certa fatica. Il termine scientifico per indicare questa fatica è lavoro.

Il lavoro è una grandezza fisica importante, perché caratterizza ciò che avviene complessivamente in un caso di questo tipo, in cui si applica una forza per sollevare un oggetto. È evidente infatti che il lavoro non dipende solo dalla forza che occorre applicare, ma anche dal tratto per cui la si deve applicare: sarebbe ben diverso se si dovesse alzare l'oggetto per metterlo solo su una sedia oppure per metterlo sulla cima di un armadio! Quindi il lavoro è il prodotto della forza per la lunghezza del tratto di percorso in cui la forza agisce (per essere precisi, occorrerebbe specificare che importa solo la lunghezza del tratto lungo la direzione in cui agisce la forza: nel caso della figura, poiché la forza muscolare agisce nella direzione verticale ciò che conta è il percorso verticale, che è pari all'altezza del tavolo).
Vediamo ora che cosa ci ha guadagnato l'oggetto dal lavoro fatto da chi lo ha sollevato e messo sul tavolo. Dal punto di vista delle forze, non è cambiato nulla, perché le forze a cui è soggetto sono le stesse di quando era sul pavimento, però, sul tavolo, si trova in una situazione diversa perché ha acquistato una capacità che prima non aveva. Se infatti gli togliessi il sostegno del tavolo, l'oggetto cadrebbe giù, cioè si metterebbe in moto, con una velocità via via maggiore fino a quando arriva a terra. Siamo di nuovo in una situazione simile alla precedente: abbiamo di nuovo una forza -questa volta si tratta della forza-peso- che mette in moto l'oggetto e agisce per tutto il tratto di percorso che l'oggetto fa cadendo, cioè dal tavolo al pavimento, e quindi fa un lavoro. Ciò che l'oggetto ha guadagnato, quando è stato sollevato fino al tavolo, è quindi la capacità di fare lavoro: questa capacità di fare lavoro è l'energia.
Questo modo di arrivare alla definizione di energia è molto formale, però ci permette di ottenere due risultati importanti: ritrovare facilmente le caratteristiche dell'energia che abbiamo elencato all'inizio della lezione e capire le unità di misura dell'energia. Coi bambini, l'approccio dovrà essere necessariamente diverso e ne parleremo nelle note didattiche. Vediamo anzitutto di ritrovare alcune caratteristiche dell'energia, partendo da questa definizione dell'energia come capacità di fare lavoro, e di fare alcuni commenti sulle altre.
Individueremo altre forme di energia negli esempi che faremo in seguito o nelle prossime lezioni. Un modo di scoprirle è di pensare ai tipi di forza, perché tipi diversi di forza sono spesso associati a tipi diversi di energia: ad esempio l'energia elastica è associata alla forza elastica, l'energia di posizione è associata alla forza-peso, ecc. Tuttavia forza ed energia sono due grandezze ben diverse e l'esempio che abbiamo discusso ne mette bene in evidenza la differenza: per sollevare l'oggetto dal pavimento fino al tavolo occorre sia la forza muscolare che l'energia muscolare, se invece lasciassi fermo l'oggetto a mezz'aria non mi servirebbe l'energia, mi basterebbe la forza per equilibrare la forza-peso (anzi potrei tranquillamente sostituire la forza muscolare con una qualunque forza esercitata verso l'alto da un piano di appoggio, come quella esercitata dal pavimento!).
Nell'esempio di figura 1, l'energia passa da chi solleva l'oggetto all'oggetto sollevato. È bene allenarsi a scoprire i passaggi di energia, cercando di individuare le forme sotto cui l'energia passa.
Nell'esempio di figura 1, l'energia si è trasformata da energia muscolare a energia di posizione. Non è necessario che l'energia passi da un corpo all'altro per trasformarsi, può trasformarsi anche restando nello stesso corpo: ad esempio, se salendo le scale a piedi si trasforma energia muscolare in energia di posizione. Le trasformazioni sono un modo di scoprire le forme stesse di energia. Ad esempio, se il vaso di fiori di figura 1 cade, perde energia di posizione, perché scende verso il basso, ma la sua energia di posizione si trasforma, durante la caduta, in energia di movimento (che viene chiamata energia cinetica). Come facciamo a saperlo? Nel caso di un vaso di fiori che cade sul pavimento è un po' difficile vederlo, perché il vaso probabilmente si rompe e resta per terra (ma la sua energia cinetica si trasforma in una forma di energia che studieremo in una prossima lezione, cioè in calore). Supponete invece che a cadere sia una palla di gomma elastica, ben gonfia: la palla rimbalzerebbe, fino a tornare circa all'altezza di prima, cioè trasformerebbe nuovamente l'energia di movimento in energia di posizione (anzi, in mezzo, c'è una trasformazione intermedia in energia elastica!): ne deduciamo quindi che l'energia di movimento è una forma di energia.
Abbiamo così trovato un altro modo di scoprire le diverse forme di energia, attraverso le trasformazioni: una volta identificata una certa forma di energia, andiamo a cercare se essa si trasforma in altre forme. Anche l'energia muscolare può trasformarsi in energia di movimento: questo avviene ad esempio quando lanciamo una palla, oppure semplicemente quando camminiamo o corriamo.
Nell'esempio di figura 1, l'energia di posizione, che il vaso ha quando sta sul tavolo, è energia immagazzinata: è stata immagazzinata quando il vaso è stato sollevato e lì resta fino a quando il vaso torna a terra. È molto importante poter immagazzinare l'energia, per poterla usare quando e come serve. Un esempio di energia di posizione immagazzinata è quella dell'acqua di una diga di montagna: quando serve, l'acqua viene fatta scendere e l'energia di posizione si trasforma in energia cinetica, con questa forma di energia si mettono in moto le turbine che trasformano l'energia cinetica così acquistata in energia elettrica. Anche l'energia muscolare che è servita per sollevare il vaso è una forma di energia immagazzinata nei muscoli: viene immagazzinata usando l'energia chimica dei cibi e resta nel muscolo fino a quando ce n'è bisogno per comunicarla a un altro corpo o per trasformarla in altre forme. Anche l'energia chimica dei cibi è energia immagazzinata?. e così via: è una lunga catena ininterrotta, lungo cui l'energia può scorrere, trasformarsi o restare immagazzinata: è appunto la catena energetica (ne discuteremo in uno degli esempi che proponiamo, quello sul serpentone energetico).
Abbiamo già citato alcuni esempi di cose utili che si possono fare con i passaggi o le trasformazioni di energia: muoversi e mettere in moto i corpi, portarli in posizione elevata, produrre energia elettrica, ecc. Altri ne vedremo nel seguito. Tutte le nostre attività sono basate su passaggi o trasformazioni di energia: per muoverci, vedere, ascoltare, mangiare, studiare, viaggiare, o anche solo per respirare, abbiamo sempre bisogno di utilizzare qualche forma di energia, trasformandola oppure prendendola o cedendola ad altri corpi!
Questo è sostanzialmente un atto di fede, basato sul fatto che noi sappiamo che la conservazione dell'energia è stata verificata in innumerevoli esperimenti, alcuni molto accurati e sofisticati, e sul fatto che essa è legata, come ricordato all'inizio, a una legge di invarianza molto generale. Negli esempi di passaggi o trasformazioni di energia che incontriamo nella vita pratica, alcuni indicano in modo abbastanza intuitivo che l'energia si conserva: ad esempio nel rimbalzo della palla ricordato poco sopra, l'energia si trasforma da energia di posizione a energia cinetica (durante la caduta), da questa a energia elastica (quando tocca terra), per tornare a energia cinetica (quando la palla rimbalza) e infine a energia di posizione (durante l'ascesa) e l'energia di posizione alla fine di tutte queste trasformazioni è molto simile a quella che c'era all'inizio, dato che la palla ritorna circa alla stessa altezza. Tuttavia non ritorna esattamente alla stessa posizione: infatti, dopo un certo numero di rimbalzi si vede chiaramente che la palla perde energia, perché i suoi rimbalzi la portano sempre meno in alto. Ciò è molto più evidente in altri casi, come nel vaso che cade a terra: l'attimo prima di toccare terra il vaso aveva molta energia cinetica, appena toccato terra si ferma bruscamente e sembra perdere tutta la sua energia. Dove finisce l'energia apparentemente persa? Finisce, come discuteremo in una prossima lezione, in calore, cioè in un'altra forma di energia chiamata appunto energia termica, anche se è molto difficile dimostrarlo rigorosamente.
Questa è una legge che non consente deroghe, quindi, se c'è dell'energia in gioco, possiamo essere sicuri che proviene da qualche sorgente e finisce da qualche parte.
Su questo punto torneremo dopo aver parlato di energia termica (cioè di calore), perché la tipica energia poco utile è l'energia termica di bassa temperatura. Un esempio è l'energia termica in cui si trasforma l'energia cinetica del vaso di fiori di cui parlavamo poco sopra: se fosse possibile misurarla, si verificherebbe che l'energia cinetica che il vaso aveva l'attimo prima di finire a terra è ancora tutta lì, nel pavimento, che infatti si è scaldato sia pure di molto poco, ma chiaramente non si può far nulla di utile con quel piccolo aumento di temperatura che ha avuto il pavimento!
Noi sappiamo benissimo che, per certe forme di energia, dobbiamo pagare un certo costo direttamente in denaro: ad esempio sappiamo che l'energia elettrica costa, perché paghiamo la bolletta, come costa l'energia chimica che c'è nei combustibili come il metano o il gasolio o la benzina oppure nei cibi, perché costa acquistarli. Queste sono forme di energia pregiata, perché ben utilizzabile per trasformarla in energia di moto, energia termica di alta temperatura, energia luminosa, ecc., che sono forme di energia indispensabili per le nostre attività. Il costo energetico è qualcosa di simile al costo in denaro, cioè ci dice quanta energia debbo pagare per avere un certo risultato, tenendo conto di tutta l'energia che andrà perduta in forme non pregiate. Legata al costo energetico è la resa energetica, cioè quanta dell'energia impiegata è effettivamente utilizzabile: ci sono degli esempi di trasformazioni di energia che si prestano abbastanza bene a vedere questi aspetti del costo energetico e della resa energetica, per cui vale la pena portarli all'attenzione dei bambini (ne vedremo alcuni negli esempi).
Nel sistema internazionale, l'unità di misura dell'energia è una unità derivata, ed è l'energia corrispondente a una forza di 1 newton che agisce per 1 metro: quindi l'unità di misura dell'energia è N×m. A questa unità, che è molto importante data l'importanza della grandezza energia, è stato dato un nome speciale, joule (simbolo J) in onore del grande fisico inglese James Joule, vissuto nel secolo scorso, che condusse una serie di importanti esperimenti soprattutto su una delle forme di energia, quella termica.
L'energia di 1J è tanta o poca? Non è molta. Per valutarla, potete pensare che un bambino (massa 20kg, forza-peso 200N) che sale un piano di scale (altezza 3m) consuma almeno 200*3 = 600J! In realtà ne consuma molti di più: il modo corretto di dire è che trasforma 600J di energia muscolare in 600J di energia di posizione?, ma sicuramente ne trasforma almeno il doppio in forme di energia meno utili, come ad esempio l'energia termica. Quindi il costo energetico della sua attività è di almeno 600+1200 = 1800J, e la resa energetica è di 600J /1800J » 0,3.
In molte attività, non importa solo l'energia che entra in gioco ma il ritmo a cui l'energia viene erogata, oppure trasformata. Ad esempio, prendiamo due bambini, entrambi di 20kg, che fanno un piano di scale, ma uno impiega mezzo minuto e l'altro un minuto: entrambi spendono la stessa energia muscolare, ma il primo bambino ha chiaramente qualche cosa di meglio del secondo, perché è capace di spendere la stessa energia in metà tempo.
La grandezza fisica che misura l'energia che viene erogata in un certo tempo si chiama potenza. Nel Sistema Internazionale la potenza viene misurata in joule erogati in 1 secondo (J/s): questa unità di misura, che è molto importante nella vita pratica, ha un nome speciale, il watt (simbolo W), in onore di un grande fisico scozzese, che sviluppò, nel secolo diciottesimo, alcune fra le prime macchine a vapore capaci di raggiungere potenze elevate.
Nelle macchine la potenza è molto importante, per sapere quanto tempo occorre per erogare una certa energia: infatti questo è anche una misura del tempo che sarà necessario per ottenere quel certo risultato o quel certo lavoro che la macchina deve fornire. Come conseguenza, la potenza è la grandezza che caratterizza la macchina (ad esempio un'auto, un elettrodomestico, una lampadina, ecc.).
Una potenza di 1 W è tanta o poca? Riprendiamo l'esempio di sopra, del bambino che sale le scale in mezzo minuto: come abbiamo visto, deve erogare 1800 J in 30 secondi, quindi la sua potenza è di 1800 / 30 = 60 watt (come una lampadina di buona intensità!).
I bambini hanno intuitivamente una idea di energia meccanica abbastanza vicina alla definizione fisica, nel senso che la associano a situazioni in cui è presente una forza e uno spostamento, anche se non è così chiaramente codificata. Nel loro linguaggio è spesso usata la parola forza per indicare l'energia, proprio perché le forze che percepiscono meglio sono quelle associate a passaggi di energia. Un'altra forma di energia meccanica direttamente percepita è quella di movimento. È appunto l'aggancio alla percezione dell'energia attraverso queste due vie, cioè il movimento e il passaggio da un corpo all'altro, che va sfruttato nell'approccio all'energia.
Gli aspetti importanti, che si possono affrontare soprattutto attraverso il gioco o l'analisi dei giocattoli, sono:
In questi aspetti è facile ritrovare alcune delle caratteristiche dell'energia che abbiamo elencato all'inizio. Non è chiaramente necessario affrontarli tutti e allo stesso livello.
Anche il concetto di potenza, cioè dell'energia erogabile nell'unità di tempo, è presente nel bambino, pur confondendosi spesso con quello di forza e di energia: anzi, spesso, il bambino chiama forza qualcosa che è più simile alla potenza che all'energia o alla forza vera e propria.
Si facciano dapprima parlare i bambini su argomenti vari inerenti alla vita quotidiana (casa, scuola, mondo degli adulti, media?) e se ne puntualizzino i riferimenti inerenti al tema energia.
Come può essere usato tale termine? In quale contesto? Con quale significato? Dopo avere condotto (ed anche? arginato!) i vari interventi, si possono nominare alcuni tipi di energia, facendo riferimento alla realtà percepibile dai bambini, utilizzando esempi reali di organismi o dispositivi che fruiscono di certe fonti per fare qualcosa .
Per esempio:
Si preparino due tipi di cartoncini, sui quali siano stati
I bambini saranno divisi in gruppi, in seno ai quali sarà nominato un capogruppo che avrà il compito di agire in qualità di portavoce (dopo avere, ovviamente, ascoltato i pareri dei compagni).
L'insegnante distribuirà un uguale numero di carte-scritte (trattenendone una per sé) e di carte-disegnate a tutti i capogruppo, i quali a loro volta le affideranno ai propri compagni che le disporranno bene in vista davanti a sé, in attesa di utilizzarle (in questo modo i componenti degli altri gruppi, anche quando non è il proprio turno di giocare, possono immaginare la mossa che farebbero in una data situazione). Dopo che l'insegnante avrà posto sul tavolo per prima la propria carta-scritta, il gioco si svolgerà rispettando le seguenti regole:
Volendo, si possono attribuire punti di penalità in quei casi in cui un gruppo passa il gioco anche se possiede la carta adatta per proseguirlo. Vincerà allora il gruppo che avrà collocato per primo tutte le carte e senza avere accumulato penalità.
Esempio di serpentone (i dispositivi sono scritti in grassetto): elettricità / ferro da stiro / calore / pentola con cibo / energia dei cibi / bimbo che mangia / energia muscolare / giocattolo che si muove / energia di movimento?..
Questa attività/gioco ben si presta ad introdurre e/o approfondire le proprietà dell'energia, che:
La presentazione del gioco e delle modalità del suo svolgimento consentiranno ai bambini di comprendere che nulla può funzionare senza che ci sia qualcosa che lo alimenta nonché di fare una lettura della realtà naturale e tecnologica circostante in chiave energetica.

Ai bambini si potrà chiedere di ricopiare sul quaderno il serpentone dell'energia alla fine di ogni percorso compiuto, arricchendolo magari con frase di qualche commento. Per parte sua l'insegnante annoterà, oltre alle variazioni apportate alla conduzione della lezione rispetto alla propria programmazione, anche gli interventi verbali dei bimbi. La rilettura dei dialoghi e delle conversazioni avvenute sarà molto utile se fatta con i bambini, per riprendere o approfondire qualche concetto. Per l'insegnante essa costituirà un valido supporto per la valutazione dell'intervento sul proprio fronte.
Facendo riferimento alle innumerevoli volte in cui sarà capitato ai bimbi di smontare o rompere un giocattolo per vedere com'era fatto dentro, si può prendere lo spunto per proporre una attività simile, ma non così distruttiva e definitiva! Come funziona un certo giocattolo? È possibile capirlo senza comprometterne poi il funzionamento? Possiamo fabbricarne uno simile? Daremo alcune indicazioni generali e poi esemplificheremo su alcuni giocattoli che si trovano facilmente o si possono costruire facilmente. È utilissimo infatti stimolare i bambini a costruirsi il loro giocattolo, magari con l?aiuto dei genitori o di qualche adulto, perché, come già sottolineato a proposito della ?bilancia fai da te?, costruendo si sviluppano non solo le capacità operative e manuali ma anche fortemente quelle logiche, per la forte motivazione a capire a fondo il funzionamento dell?oggetto.
Molta cura dovrà essere allora posta nella scelta del tipo di giocattolo da esaminare, evitando quelli il cui principio di funzionamento (la fisica nascosta) è troppo complicato e di spiegazione non adeguata al livello scolare dei bambini; in cui non sia possibile vedere il meccanismo, senza romperlo.
Limitiamoci perciò a giochi in cui il divertimento consista nel raggiungimento di situazioni particolari di equilibrio (trottole, yò-yò?), di movimento (macchinine o altri tipi di veicoli che devono essere caricati con una chiavetta, o mediante frizione, ecc.), evitando di imbarcarci in situazioni che difficilmente possono lasciare un segno, in quanto necessiterebbero di spiegazioni troppo astruse e non adatte al contesto.
In ogni gioco andranno scoperti gli aspetti caratterizzanti, cioè le trasformazioni di energia (quindi la forma iniziale e quella finale), i passaggi (da dove proviene o dove va) e, se presente, l'immagazzinamento.
In molti giochi è anche interessante studiare come viene trasmessa l'energia, in particolare quella di movimento, attraverso l'uso di cinghie e ingranaggi. Alcuni giochi si prestano anche ad osservazioni semi-quantitative: ad esempio maggiore è la carica che si dà, più a lungo il giocattolo resta in moto o più lontano va. Questo aspetto -che può essere sfruttato nella conduzione per impostare una gara fra i bambini- è importante perché è uno dei modi di mostrare che l'energia è una grandezza fisica, che si possono confrontare le energie usate, ordinarle, ecc., come per le altre grandezze, anche se non si riesce a misurarle.
| Come giocare | Avvolgere le corde attorno ai perni della ruota e poi lasciarla andare: la ruota scende verso il basso, svolgendo le corde, poi risale riavvolgendole in senso opposto. |
|---|---|
| La fisica nascosta | Quando la ruota è nel suo punto più alto essa possiede solo energia ?dello stare in alto?. Man mano che essa scende per azione della forza di gravità, l'energia iniziale si trasforma in energia di movimento. Il pendolo perde una certa quantità di energia a causa della resistenza dell'aria e dell'attrito dei fili. |
| Il binomio delle energie | Energia dello stare in alto / energia di movimento / energia dello stare in alto ?. |
| Valenze didattiche | Trasformazione dell'energia. |
| Come giocare | Arrotolare più volte lo spago nella scanalatura fra i due dischi. Infilare il cappio (che si trova all'estremità dello spago) al dito medio e lasciare scendere il disco, muovendo il polso per dare alternativamente piccoli colpetti verso il basso e subito dopo verso l'alto quando la pallina arriva al fondo. Sta alla bravura del giocatore dare l'impulso al momento giusto, in sincronia con l'attimo in cui la pallina arriva al fondo. |
|---|---|
| La fisica nascosta | L'energia dello stare in alto, che lo yo-yò possiede inizialmente quando è tutto arrotolato, viene trasformata in energia di movimento man mano che esso scende per effetto della sua forza peso. L'energia di movimento è sia rotatoria sia di moto rettilineo. Quando è in basso, il piccolo colpo impresso nell'attimo giusto allo yo-yò gli fa ricuperare parte dell'energia persa per gli attriti. |
| Il binomio delle energie | Energia dello stare in alto / energia di movimento rettilineo e rotatorio / energia dello stare in alto / energia di movimento rettilineo e rotatorio / ?.?.e, ogni tanto, un po? di energia muscolare al momento buono! |
| Valenze didattiche | Trasformazione dell'energia, trasferimento e importanza della sincronizzazione |
| Come giocare | La giostra consiste in un piattello (che funge da base della giostra) e un rocchetto cilindrico fissati entrambi, a diverse altezze, a una matita. La matita è tenuta in posizione verticale mediante un foro di guida praticato in un'assicella, al cui estremo opposto è montata una carrucola. Sul rocchetto si avvolge un cordino, dopo averne fissato un capo al rocchetto stesso; l'altro capo viene fatto passare sopra la carrucola e gli viene appeso un cestello pesante. Lasciando scendere il cestello, il cordino si srotola e mette in rotazione il rocchetto e con esso la matita e il piattello. |
|---|---|
| La fisica nascosta | L'energia dello stare in alto che il cestello pesante possiede inizialmente, viene trasmessa, attraverso il cordino, al rocchetto che si mette in moto rotatorio e. allo stesso tempo, alla matita e alla giostra che sono solidali con il rocchetto. |
| Il binomio delle energie | Energia dello stare in alto / energia di moto rotatorio. |
| Valenze didattiche | Trasformazione dell'energia, trasferimento mediante il cordino e la carrucola. Possibile il fai da te. |
| Come giocare | Allontanare una pallina e lasciarla andare contro le altre: si osserva che solo l'ultima si mette in movimento. Quando essa ricade, urta contro la penultima e solo la prima si rimette in movimento. |
|---|---|
| La fisica nascosta | Il 1° pendolo urta contro il 2° inizialmente fermo: queste due palline si scambiano le
velocità (più esattamente le quantità di moto), così il 2° pendolo urta il 3°,
inizialmente fermo e anch'esse si scambiano le velocità. Quando si arriva all?ultimo
pendolo, questo non urta contro niente e si mette in movimento.
La sorgente prima è l'energia muscolare di chi solleva la prima pallina: portandola in alto, le comunica energia di posizione (che abbiamo chiamato energia dello stare in alto) che poi si trasforma in energia di moto. La stessa cosa succede all?ultimo pendolo, quando ricade all'indietro: la catena continua ma l'ampiezza delle oscillazioni via via si attenua. |
| Il binomio delle energie | Energia muscolare / energia dello stare in alto / energia di moto / energia di moto / energia dello stare in alto / energia di moto / energia di moto / ?.. |
| Valenze didattiche | Trasformazione dell?energia, trasferimento da una pallina all'altra. Possibile il fai da te |
| Come giocare | Il giocattolo consiste in un barattolo cilindrico, tappato, che ha all'interno un oggetto pesante (lo si sente muovere quando si scuote il barattolo), fissato al tappo e alla base con un elastico. Si fa rotolare il barattolo sul pavimento: il barattolo rotola per un tratto, rallenta, si ferma e torna indietro! |
|---|---|
| La fisica nascosta | Con il colpo energico della mano che lancia il barattolo, gli si comunica un moto rotatorio. L'elastico che sta all'interno si arrotola in senso opposto dai due lati dell'oggetto pesante, il quale, per inerzia, tende a star fermo. L'energia del moto di rotolamento del barattolo viene quindi man mano trasferita all'elastico, che la accumula sotto forma di energia elastica. Quando tutta l?energia rotatoria del barattolo è trasferita, questo si ferma, l'elastico comincia a srotolarsi, riconvertendo la sua energia elastica in energia di moto rotatorio -in senso inverso- al barattolo. |
| Il binomio delle energie | Energia muscolare / energia di movimento rotatorio del barattolo / energia elastica / energia di movimento rotatorio del barattolo. |
| Valenze didattiche | Trasformazione dell?energia, trasferimento, accumulo di energia nel barattolo e nell'elastico. Possibilità di osservazioni semi-quantitative. Possibile il fai da te. |
| Come giocare | Fare passare un cordino lungo circa un metro attraverso due buchi del bottone e annodarne gli estremi. Tenere i due estremi fra le mani, e, senza tendere il cordino, metterlo in rapida rotazione, in modo che i due pezzi di cordino da entrambi i lati del bottone si arrotolino su se stessi. Quando sono ben avvolti, tendere il cordino, che si srotola, imprimendo però un moto rotatorio al bottone: il moto continua anche quando il cordino è completamente srotolato, riarrotolando il cordino nell'altro senso. Per facilitare il riarrotolamento, occorre rilasciare leggermente la tensione sul cordino, per poi applicarla nuovamente, quando il cordino si è riarrotolato, per farlo srotolare. Sta alla bravura del giocatore rilasciare o imprimere la tensione nell'attimo giusto. |
|---|---|
| La fisica nascosta | Durante la messa in rotazione iniziale si accumula energia principalmente nell'avvolgimento del cordino (è sostanzialmente energia di tipo elastico). Tendendo il cordino, quest'ultima viene trasformata in energia di movimento rotatorio del bottone, che viene poi ritrasformata in energia di avvolgimento elastico del cordino, e così via. Il leggero movimento impresso dalle mani per rilasciare leggermente la tensione sul cordino in modo da facilitare il riarrotolamento, e quello successivo di applicare nuovamente la tensione per farlo srotolare, servono a comunicare una piccola energia al sistema cordino-bottone, che è sufficiente per vincere gli attriti, per cui il gioco può continuare all?infinito. Perché questo succeda occorre però una buona sincronizzazione! |
| Il binomio delle energie | Energia muscolare / energia di movimento rotatorio / energia elastica / energia di movimento rotatorio / energia elastica / energia di movimento rotatorio / ?.?.e, ogni tanto, un po? di energia muscolare al momento buono! |
| Valenze didattiche | Trasformazione dell'energia, trasferimento, accumulo di energia nel movimento e nell'avvolgimento del cordino, importanza della sincronizzazione. |
| Come giocare | Infilare la canna della pistola nell'apposito foro della pallina di gommapiuma, fino a che questa risulta bloccata: premendo il grilletto la pallina verrà sparata via. |
|---|---|
| La fisica nascosta | La molla che si trova nel foro della pallina viene compressa quando la si fissa alla pistola. Quando viene premuto il grilletto essa si può estendere, restituendo l'energia accumulata. |
| Il binomio delle energie | Energia muscolare / energia elastica / energia di movimento |
| Valenze didattiche | Trasformazione dell'energia. |
| Come giocare | Mettere in rotazione la trottola, con un colpo energico della mano. |
|---|---|
| La fisica nascosta | Con il colpo energico della mano che mette in rotazione la trottola viene accumulata nella trottola energia di moto rotatorio. |
| Il binomio delle energie | Energia muscolare / energia di movimento rotatorio della trottola |
| Valenze didattiche | Trasformazione dell'energia, trasferimento, accumulo di energia nella trottola. |
| Come giocare | Impugnare il pomello, girarlo più volte e poi sollevarlo, staccandolo dalla trottola che si mette in moto. Maggiore è la carica data, più a lungo girerà la trottola. |
|---|---|
| La fisica nascosta | L'azione ripetuta sulla molla dell'impugnatura della trottola permette di accumulare energia, che viene poi esplicata sotto forma di energia di movimento. |
| Il binomio delle energie | Energia muscolare / energia elastica / energia di movimento |
| Valenze didattiche | Trasformazione dell'energia, trasferimento, possibilità di osservazioni semi-quantitative. |
| Come giocare | Il giocattolo consiste in una semplice trottola e di un dischetto con semicupola centrale, avente la forma di cappello da prete. Si mette in rotazione la trottola, con un colpo energico della mano. Appena l'asse della trottola si è stabilizzato, si appoggia sopra (occorre un pò di abilità!) il cappello da prete, facendo in modo che la trottola non si fermi. Si osserverà che il cappello, che inizialmente era fermo, acquista un moto rotatorio che, dopo un pò, diventa così rapido che il cappello parte lungo la tangente, come se fosse un fresbee! |
|---|---|
| La fisica nascosta | Con il colpo energico della mano che mette in rotazione la trottola viene accumulata nella trottola energia di moto rotatorio. Tale energia viene poi trasferita in parte al cappello: infatti, man mano che la velocità del moto rotatorio del cappello aumenta, quella della trottola diminuisce. Quando la velocità rotatoria del cappello diventa troppo alta, il cappello parte per forza centrifuga, perché la sua forza-peso non è più sufficiente a tenerlo ancorato sulla punta dell'asse della trottola. |
| Il binomio delle energie | Energia muscolare / energia di movimento rotatorio della trottola / energia di movimento rotatorio del cappello / energia di movimento rettilineo del cappello |
| Valenze didattiche | Trasformazione dell'energia, trasferimento, accumulo di energia nella trottola. |
| Come giocare | Due delle ruote della macchinina (generalmente quelle posteriori) sono zigrinate in modo da fare un buon attrito con la superficie d'appoggio. Prendere in mano la macchinina, premere su di essa fregandola alcune volte su una superficie liscia e poi lasciarla andare: la macchinina si metterà in moto e andrà tanto più lontano quanto più a lungo la si è sfregata prima sulla superficie. |
|---|---|
| La fisica nascosta | La pressione esercitata dalla mano sul giocattolo fa sì che si inserisca un ingranaggio interno che trasferisce l'energia di moto delle ruote, messe in rotazione dallo sfregamento sulla superficie, a un volano o semplicemente a una molla interna; l'energia quindi viene temporaneamente accumulata e poi restituita sotto forma di energia di movimento. |
| Il binomio delle energie | Energia muscolare / energia di movimento |
| Valenze didattiche | Trasformazione dell'energia, trasferimento attraverso ingranaggi, accumulo nella molla o nel volano, possibilità di osservazioni semi-quantitative. |
| Come giocare | Girare la chiavetta fino a fondo corsa (attenzione a non forzare la posizione di arresto!). Appoggiare la macchinina su una superficie liscia e lasciare andare. Maggiore è la carica data, più lontano andrà la macchinina. |
|---|---|
| La fisica nascosta | Girando la chiavetta si trasferisce energia muscolare al congegno che si trova all?interno del gioco (molla, ruote di trasmissione..). L'energia elastica accumulata si trasforma in energia di movimento che mette in azione le ruote del veicolo. |
| Il binomio delle energie | Energia muscolare / energia elastica / energia di movimento |
| Valenze didattiche | Trasformazione dell'energia, trasferimento attraverso ingranaggi, accumulo di energia nella molla, possibilità di osservazioni semi-quantitative. |
| Come giocare | Inserire sino al fondo il manico nell'apposita scanalatura. Posizionarsi in uno spazio sufficientemente ampio (attenti ai lampadari e agli oggetti fragili!) e, tenendo il veicolo ben alto, estrarre con energia il cordino: l'elica si metterà a ruotare portando verso l'alto l'elicottero. Più energico lo strappo, più in alto e lontano volerà l'elicottero. |
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| La fisica nascosta | L'energia muscolare del giocatore imprime un rapido moto rotatorio all'elica, che poi si trasforma parzialmente in moto traslatorio dell'elicottero. |
| Il binomio delle energie | Energia muscolare / energia di movimento rotatorio / energia di movimento rettilineo. |
| Valenze didattiche | Trasformazione dell'energia, trasferimento attraverso ingranaggi, accumulo dell'energia nel moto rotatorio dell'elica. |
| Come giocare | Impugnare nella sua parte inferiore l'aereo (realizzato piegando un foglio di carta in modo opportuno) e lanciarlo in uno spazio aperto. Sta all'abilità del giocatore imprimere all'aereo il giusto impulso e direzione di volo. |
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| La fisica nascosta | L'aereo di carta vola perché l'aria scorre sopra e sotto di esso determinando una differenza di pressione tra la parte superiore e quella inferiore. Grazie alla forma particolare delle ali, la pressione esercitata dall'aria sulla parte superiore è inferiore di quella esercitata sulla parte inferiore, così l'aereo si alza. |
| Il binomio delle energie | Energia di moto dell'aria (eolica) / energia di movimento dell'aereo |
| Valenze didattiche | Trasformazione dell'energia, trasferimento. Possibile il fai-da-te. |
| Come giocare | Infilare il bastoncino (o una matita) nel foro centrale della girandola e soffiare in direzione radente alle ali. |
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| La fisica nascosta | L'energia conferita dalla pressione dell'aria emessa ad ogni ala della girandola la mette in moto, in modo da esporne sempre una al flusso d'aria. Cessato questo, il movimento dopo poco si interrompe a causa della resistenza dell'aria. |
| Il binomio delle energie | Energia dell'aria (eolica) / energia di movimento |
| Valenze didattiche | Trasformazione dell'energia, trasferimento. Possibile il fai-da-te. |
| Come giocare | Porre la spirale sulla punta di una matita mantenuta in posizione verticale, badando a che si distenda e l'elica si separi. Se la spirale è stata ricavata con un'elica che si svolge in senso orario partendo dal centro, soffiando dal basso, la spirale ruoterà in senso orario, soffiando dall'alto, in senso antiorario. Si può ottenere il moto rotatorio anche ponendo la spirale su un radiatore caldo: in questo caso è il moto ascensionale dell'aria calda a metterla in moto. |
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| La fisica nascosta | Soffiando, l'energia di moto dell'aria viene trasferita all'elica. Il motivo del diverso senso di rotazione della spirale è dovuto all'inclinazione dell'elica rispetto al verso di moto dell'aria soffiata: guardando dall'alto, l'elica appare infatti inclinata verso il basso in senso orario, quindi, quando si soffia, tenderà a rinculare girando in senso antiorario, l'opposto avviene se si guarda dall'alto. |
| Il binomio delle energie | Energia muscolare / energia di moto dell'aria (eolica) / energia di movimento della spirale. |
| Valenze didattiche | Trasformazione dell'energia, trasferimento. Possibile il fai-da-te. |
| Come giocare | Porre la barchetta nell'acqua (di una vaschetta o di una vasca?) e soffiare leggermente in corrispondenza della vela. < /td> |
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| La fisica nascosta | L'energia conferita dall'aria emessa alla vela, la mette in moto insieme alla barchetta che scorre sull'acqua. |
| Il binomio delle energie | Energia muscolare / energia di moto dell'aria (eolica) / energia di movimento della barchetta. |
| Valenze didattiche | Trasformazione dell'energia, trasferimento. Possibile il fai-da-te. |
| Come giocare | Ruotare più volte l'elica arrotolando l'elastico e, tenendola ferma con un dito, porre in acqua il battello. Togliere il dito e lasciare andare. |
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| La fisica nascosta | L'energia accumulata dall'elastico che trattiene l'elica nella sede praticata a poppa del battello si esplica sotto forma di energia cinetica, quando viene lasciata libera di girare. |
| Il binomio delle energie | Energia muscolare / energia elastica / energia di movimento |
| Valenze didattiche | Trasformazione dell'energia, trasferimento. Possibile il fai-da-te. |
| Come giocare | Gonfiare un palloncino di forma oblunga, chiuderlo e fissarlo con lo scotch in due punti a una cannuccia al cui interno è stato preventivamente fatto passare un lungo spago lungo qualche metro. Tendere bene lo spago e posizionare la cannuccia con il palloncino gonfio a un estremo, con la chiusura del palloncino rivolta verso l'esterno. Sbloccare la chiusura del palloncino e lasciarlo andare: il palloncino partirà bruscamente lungo il filo, spinto dal getto d'aria che esce. |
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| La fisica nascosta | Gonfiando il palloncino si accumula energia nella tensione elastica della gomma e nella pressione dell'aria racchiusa. Lasciandolo andare, questa energia si trasforma in energia di movimento del getto d'aria in uscita e quindi, per reazione, del palloncino via via più sgonfio che parte in senso opposto. |
| Il binomio delle energie | Energia muscolare / energia elastica e di pressione dell'aria / energia di movimento |
| Valenze didattiche | Trasformazione dell'energia, trasferimento, accumulo di energia nell'aria compressa e nella tensione elastica della gomma. |
| Come giocare | Il giocattolo consiste in una bottiglietta di plastica nel cui tappo è stato praticato un foro. Nel foro viene inserita una cannuccia da bibita, sigillandola bene in modo che faccia una buona tenuta, su questa viene infilata un'altra cannuccia da bibita, ovviamente più larga, la cui cima viene tappata con del das o del silicone (sarà il razzo). La bottiglietta viene tenuta puntata verso l'alto, schiacciandola con un brusco colpo delle mani, il razzo parte in volo. |
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| La fisica nascosta | Con il colpo energico della mano, si comprime l'aria nella bottiglietta, che a sua volta preme sulla cima tappata della cannuccia facendola partire in volo. Dal punto di vista dell'energia, è l'energia dell'aria compressa che viene trasferita al razzo, mettendolo in moto. |
| Il binomio delle energie | Energia muscolare / energia di compressione dell'aria nella bottiglietta / energia di moto del razzo. |
| Valenze didattiche | Trasformazione dell'energia, trasferimento. Possibile il fai-da-te. |
| Come giocare | Girare la chiavetta solidale con il cilindro, che si mette a ruotare, sollevando a turno le diverse lamelle, a seconda delle note corrispondenti alle piccole sporgenze ricavate sul cilindro. |
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| La fisica nascosta | I suoni vengono generati dalla vibrazione delle lamine, aventi lunghezze diverse corrispondenti alle diverse note musicali. Le singole lamine sono messe in vibrazione da piccole punte opportunamente situate sul cilindro ruotante (la disposizione delle sporgenze del cilindro dà origine al motivo musicale eseguito). |
| Il binomio delle energie | Energia di movimento / energia sonora |
| Valenze didattiche | Trasformazione dell'energia. |