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COSTRUZIONE DI UN PLUVIOMETRO

SCOPO:misurare la quantità di precipitazioni della nostra zona in un
determinato intervallo di tempo e confrontare i dati rilevati con quelli
degli amici della rete.
MATERIALE:1 bottiglia di plastica vuota da 2l
          1 contenitore di plexiglas
          1 paio di forbici
          alcuni sassi
PROCEDIMENTO: Abbiamo preso la bottiglia e ,tolto il tappo, abbiamo
tagliato la parte superiore che è stata capovolta su quella inferiore in
modo da formare una specie di imbuto.L'abbiamo poi messa nel contenitore di
plexiglas in cui sono stati infilati, negli spazi vuoti, alcuni sassi per
dare stabilità allo strumento.
Il pluviometro sembrava pronto.
Invece in quel momento sono cominciati i problemi e, per risolverli ,è
stata necessaria la collaborazione di tutta la classe.
I PROBLEMI
1)Bisognava collocare il pluviometro in un punto lontano da occhi
indiscreti, da tettoie ed alberi e protetto dalla furia del vento, spesso
presente nella nostra zona. 
Abbiamo perlustrato il giardino e scelto un posto che ci sembrava adatto ma
così non è stato.
2)Dovendo scambiare i nostri dati con le scuole della rete ,ci siamo
chiesti come determinare misure confrontabili.
Infatti non tutti abbiamo usato bottiglie uguali :alcune potrebbero avere
una base di raccolta maggiore ,altre minore e quindi si otterrebbero ,a
parità di precipitazioni,quantità d'acqua rispettivamente maggiore o minore.
Abbiamo discusso a lungo per trovare una soluzione. Infine Giuseppe ha
detto che se tutti dividessero la quantità d'acqua raccolta per l'area
della base del pluviometro, conosceremmo quanta pioggia cade per ogni cm2
di superficie indipendentemente dallo strumento usato.
3)Non è stato semplice neanche decidere come misurare l'acqua raccolta.Si
era pensato di versare, settimanalmente, il liquido raccolto in un cilindro
graduato, ma, data la scarsità delle precipitazioni, è necessario evitare
travasi per non perdere neanche una goccia.
Giacomo allora ha suggerito di tarare la bottiglia-pluviometro.Ha detto che
se mettiamo nello strumento una quantità nota , es. 2 ml, questa
raggiungerà un certo livello che segneremo.Poi possiamo dividere lo spazio
compreso tra il fondo ed il livello segnato in 10 parti uguali, ciascuna
delle quali corrisponde a 0,2 ml.In questo modo possiamo leggere
direttamente sul pluviometro la quantità raccolta.
4)La base della bottiglia ,però,è tutta ondulata e questo rende la misura
imprecisa e poi è troppo larga e non consente al liquido di raggiungere
altezze apprezzabili .
Allora Riccardo ha proposto di attaccare all'imboccatura della bottiglia un
contenitore di plastica trasparente con base meno estesa e senza
ondulazioni e di tarare questo.
Ha poi fatto notare che nella taratura bisogna considerare lo spessore
della base ed effettuare la suddivisione in tacche dall' interno e non
dall' esterno.
5)Ci sembrava d' aver risolto i problemi più importanti. Aspettavamo solo
le precipitazioni, ancora assenti.Non avevamo considerato l'imprevisto
"gatto".
Abita nel giardino della scuola ed "il birichino", visto il pluviometro, ha
pensato bene d'urinarci dentro.Come fare?
Abbiamo pensato di procurarci un portavasi sporgente da mettere sulla
ringhiera della scala antincendio e posarvi il pluviometro.Non è stato
ancora fatto.
Speriamo di non incontrare altri ostacoli!
PS. Dalla serie "I problemi non finiscono mai":Davide ha detto:"e se le
precipitazioni sono superiori alla capacità del contenitore?"!!!!!
Ci penseremo.
II A   GIOVANNI XXIII  TORINO   


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