L'OMBRA DISPETTOSA

Massimo è un bambino di 11 anni che non ama molto andare a scuola; per lui ogni

pretesto è buono per azzuffarsi con i suoi compagni.

Ma un giorno successe una cosa strana: l'ombra di Max, invece di rimanere al suo fianco come sempre, lo anticipò e, giunta di fronte a Gabriele e a Michele, cominciò a suonargliene di santa ragione.

Massimo restò a bocca aperta e a nulla valsero le sue proteste, nessuno credette che

non era stato lui ma la sua ombra. Nell'ora di scienze poi, mentre la prof. spiegava,

Max non riuscì ad impedire alla sua ombra di colpire Angelica all'orecchio con un

elastico. Furibonda, la prof. gli affibbiò una nota sul diario.

Ma non finì lì, perché durante il compito di matematica l'ombra di Max incominciò spudoratamente a copiare dal foglio di Riccardo. Al terzo problema Riccardo, non sapendo la soluzione, scrisse: “Non lo so fare”, e l'ombra di Max riportò testualmente: “Neanche io!”

Figurarsi l'indignazione della prof. :” Massimo, vergognati oltre a copiare fai anche lo spiritoso! Ti mando dal preside!!”.

Povero Max! Una giornata proprio da dimenticare!

Al ritorno da scuola Max, mogio mogio, si fermò al parco a pensare alla sua ombra dispettosa. Un nonnino seduto accanto, vedendolo triste, gli chiese cosa gli fosse successo. Massimo gli raccontò i guai causati dalla sua ombra e, strano ma vero, il nonnino lo capì e non lo prese per pazzo come gli altri, ma gli diede un consiglio: “Vedi Max, anch'io devo combattere contro la mia ombra che vuole fare sempre di testa sua, ma ho imparato a dominarla. Prima di qualsiasi azione discuto con lei e le impedisco di commettere cattiverie!”

Fu così che Max maturò e divenne da allora, più responsabile e corretto.

SIMONE VERGARI


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