LE OMBRE BIRICHINE

Era un sabato sera come tutti gli altri.

Tommy, Rebecca e Matteo erano andati a dormire a casa di Serena.

Dopo che i genitori erano venuti a dare la "buonanotte", i bambini fecero finta di dormire, poi si alzarono per giocare.

Accesero la luce e incominciarono a raccontare storie di fantasmi. Quando fu il turno di Tommy, i bambini sentirono dei rumori strani. Impauriti si girarono e videro con stupore che le loro ombre, invece di seguirli in ogni movimento, giocavano, si muovevano, correvano per conto loro.

Rebecca cominciò ad urlare per lo stupore.

I bambini increduli seguirono per qualche minuto, con gli occhi sbarrati, il continuo e frenetico muoversi delle ombre. Poi incominciarono ad implorare: - Tornate subito qui! Cosa state facendo? Vi prego tornate ad essere quelle di sempre!- .

Ma nulla, le ombre continuavano imperterrite.

Matteo disse: - È inutile, si sono ribellate ed ora è impossibile fermarle. Dobbiamo farci venire un'idea.

Serena ad un tratto s'illuminò: - Venite, andiamo in soffitta, io ho molti libri, magari lì troveremo una soluzione -.

I bambini salirono di corsa le ripide scale . Arrivati in cima, entrarono in una stanza e  si trovarono davanti a tantissimi libri impolverati, d'ogni tipo.

Dopo molte ricerche trovarono un libro di scienze e sotto la voce “ombre” c'era scritto: “determinate da una fonte di luce che illumina un corpo opaco, che non la fa passare”.

Matteo disse: - Basterà, dunque, spegnere la luce!-.

I bambini scesero di sotto spensero la luce e … puff tutte le ombre sparirono, ma si sentivano ancora le loro voci che si lamentavano: - Accendete, accendete! Fateci rivivere!-.

I bambini allora si fecero promettere che non si sarebbero più ribellate. Le ombre accettarono anche se a malincuore.  Da allora le ombre riproducono la nostra immagine fedelmente e per mantenere la promessa fatta non si staccano e non fuggono più da noi.

ALICE RONDANA      


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