SeCiF

Forum INDIRE 2002

Valentina Montel
Moderatore
Località: Ivrea

A caccia di raggi!

Il concetto di raggio luminoso è “cruciale” quando si affrontano problematiche relative alla natura della luce e alla sua propagazione ed è, per così dire, “innato” nella nostra mente. Già in età precoce i bambini disegnano infatti il Sole come una grossa palla dalla quale “partono” quelle linee che essi stessi chiamano raggi.
Nella vita di tutti i giorni abbiamo continuamente a che fare con i raggi e le immagini create dalla luce: abbiamo bisogno della luce per vedere, apprezzare colori e forme degli oggetti, per tenerci caldi….
Ecco alcune domande che possiamo farci per iniziare a riflettere sulla luce: come viaggia la luce? perché al buio non vediamo? come si forma l'ombra? perché certa gente usa gli occhiali? come si fa a vedere oggetti molto piccoli? Per rispondere anche soltanto ad una di queste, vi propongo una attività avente lo scopo proprio di “catturare” i raggi del Sole.
Ovviamente ci si dovrà recare in una zona soleggiata o ben illuminata: con una cannuccia (o un tubo di cartone o semplicemente un foglio di carta arrotolato) si fa costruire ai bambini un semplice dispositivo che permetterà di "acchiappare" i raggi luminosi (l’idea originale di “acchiappare i raggi” credo sia del prof. Paolo Guidoni dell’università di Napoli).
Conviene iniziare usando una semplice cannuccia da bibita, meglio se di quelle fluorescenti, perché danno una macchia luminosa più evidente. Nella foto allegata, potete vedere come l’abbiamo montata noi, attaccandola a uno stecchino per poterla tenere meglio in mano. E’ importante anche l’ombra che fa la mano che impugna la cannuccia, perché mette meglio in evidenza lo spot luminoso creato dai raggi che si propagano nella cannuccia.
Con il proprio "acchiapparaggi" in mano, ogni bambino proverà diverse orientazioni fino a quando, per tentativi, riesce a vedere nitidamente lo spot luminoso (meglio usare inizialmente il Sole, perché la luce è più intensa e i raggi ben collimati: in questo caso bisogna però fare bene attenzione a non guardarlo direttamente!).
La discussione con i bambini può iniziare chiedendo che cosa osservano e come immaginano il raggio che hanno "acchiappato" con la cannuccia e, se poi si chiede loro di lavorare in gruppi di due o tre e di osservare le rispettive inclinazioni, sarà molto istruttivo confrontare fra di loro le orientazioni di tutte le cannucce.

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valentina

01-06-2002 16:30

Valentina Montel
Moderatore
Località: Ivrea

...caccia grossa!

Sempre sul tema di “acchiappare i raggi” di luce, l’attrezzo che vedete nell’allegato lo abbiamo proprio chiamato 'acchiapparaggi' e, se pensate che si tratti soltanto di un giocattolo o di un oggetto di poco conto, sbagliate di grosso perché è stato uno degli attrezzi di lavoro che gli studenti universitari del Corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria hanno dovuto costruirsi e usare durante una delle loro esercitazioni del Laboratorio Didattico di fisica.
Ecco come si usa: si dispone l’acchiapparaggi all’aperto, in una zona ben soleggiata e lontana da alberi o edifici che possano fare ombra e si puntano i raggi solari. Il raggio sarà “acchiappato” quando la macchia luminosa sul terreno sarà tonda (è possibile anche aiutarsi con un cartoncino posto vicino all'uscita del tubo).
Non resta allora che misurare l’ampiezza dell’angolo individuato sul goniometro, riferendolo allo "zero" segnato con l'asta in posizione orizzontale. Se poi si ripetono le misure a intervalli di tempo regolari (mezz’ora o un’ora), l’acchiapparaggi sarà stato trasformato in un “segnatempo”!

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