SeCiF

Forum INDIRE 2002

Valentina Montel
Moderatore
Località: Ivrea

Partire da lontano

Rispondo in …”tandem” a Cristina Pedrocco (intervento “galleggia o affonda”) e a Silvia Mozzi (intervento “la fisica e i bambini”) perché, anche se hanno esperienze diverse e insegnano in scuole di diverso livello, le considero accomunate dalla stessa competenza, dallo stesso entusiasmo e dalla stessa voglia di fare.
Le esperienze che descrivono, se pur con diversi contenuti, sono simili e sono state condotte con puntuale e corretta metodologia: l’articolazione degli interventi, attraverso le previsioni (“ognuno ha compilato una tabella con le previsioni di ciò che sarebbe accaduto e si è discusso animatamente insieme…” scrive Cristina), le prove sperimentali, la verifica e la discussione dei risultati ( “i bambini, non solo erano convinti di quello che avevamo fatto, ma erano in grado di proporre collegamenti a fenomeni correlati…” dice Silvia) denotano da parte loro attenzione e cura per il processo cognitivo degli allievi.
Convengo che più gli studenti sono piccoli più è difficile insegnare (Silvia: ”ero preoccupata perché temevo che tutto quello che potevo fare sarebbe stato scambiato per magia…”), però è anche vero che si può insegnare la fisica ai bambini, purchè li si tratti in modo serio e non si banalizzi ciò che si propone loro, senza attuare forzature o anticipi sulle loro rappresentazioni mentali (afferma Cristina : “anche se può essere presto per spiegare in modo articolato alcuni concetti complessi come il principio di Archimede, è già tempo di imparare a porsi domande, immaginare risposte, osservare ciò che accade e costruire insieme spiegazioni.”).
Il linguaggio deve essere semplice ma rigoroso, cercando di non eludere mai le domande utilizzando il più possibile riferimenti all’esperienza e al quotidiano (Silvia dice: “sono convinta che ai bambini non si debba parlare in modo troppo banale perché essendo spugne ed avendo ancora tanto da imparare non è certo qualche parola in più che li mette in difficoltà”)
Questo approccio didattico è estremamente formativo per l’insegnante (”da questa esperienza ho imparato tantissimo” scrive Silvia) e consente di superare quegli ostacoli (“credo che i concetti fisici risultino spesso ostici a chi li affronta, perché a volte per mancanza di tempo o di fantasia li si studia e non li si sperimenta..” dice Cristina. ) che sovente paiono insormontabili
Nella scuola materna di San Giovanni di Ivrea, presso la quale ho prestato la mia opera di consulente scientifica, due anni fa abbiamo proposto ai bambini di quattro e cinque anni attività di “manipolazione/gioco/scienza” sull’aria e sull’acqua.
Pensando che possa interessare, allego una scheda che può dare un’idea di come, con l’insegnante Fulvia Marconi, abbiamo condotto attività sul galleggiamento.
Auguro a tutti buon proseguimento di lavoro e tante soddisfazioni!
Allegato: vale-risposta27maggio1.doc
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valentina

31-05-2002 16:30


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