SeCiF

Forum INDIRE 2002

Renato Diaferia
Località: milano
leve nel corpo umano e in cucina

spiegando le leve ai miei studenti di terza scientifico ho provato a pensare quali esempi fare loro.
Anche con l'aiuto dei ragazzi sono venuti fuori alcuni esempi banali, e altri meno:
- schiaccianoci (leva 2° genere)
- pinza per prendere l'insalata o gli spaghetti, oppure pinzette di laboratorio (3°)
- Nel corpo umano esistono moltissime leve , costituite essenzialmente dai tendini che si inseriscono nelle ossa. La potenza è fornita dal muscolo, la resistenza dal peso da sollevare, il fulcro dall'articolazione.
A noi sono venuti in mente il gomito, la mandibola, l'articolazione del ginocchio, ma anche in pratica tutto il movimento delle dita è fatto da leve (si pensi all'opposizione pollice indice).
Io sono ignorante in fatto di anatomia: secondo voi sono leve di quale genere? Bisogna vedere dove si inserisce il tendine. Molte sono di terzo genere, e questo in genere sorprende i ragazzi.
ciao a tutti, Renato

13-04-2002 17:51

Alfio Di Grazia
Località: Lissone

leve e anatomia

Ciao Renato
alcuni esempi: camminare, leva sul piede è una di 2° genere. fulcro: punta del piede, potenza: calcagno, resistenza: nostro peso (a metà)
movimento testa lerva di 1° genere. fulcro prime due vertebre cervicali, potenza il trapezio che si lega all'occipitale, resistenza peso del capo.
gomito leva di 3° genere
fulcro ne lgomito, resistenza il peso da sollevare, potenza i muscoli che si inseriscono nell'avambraccio
Alfio

14-04-2002 11:08

 

Maria Carmela Genovese
Località: Mercogliano (AV)

leve, biomeccanica e ... altro

Dal punto di vista biomeccanico le ossa si possono paragonare a leve nelle quali l'articolazione è il fulcro e il muscolo la fonte di potenza. La leva di terzo genere si può identificare nei movimenti di flesso-estensione dei vari segmenti degli arti. Un esempio è costituito dal braccio: il fulcro è nell'articolazione del gomito, la potenza è applicata all'inserzione del bicipite omerale sull’avambraccio e la resistenza è il peso dell’avambraccio, oltre ad eventuali altri pesi sostenuti dalla mano, (dunque la potenza si trova tra il fulcro e la resistenza). Un altro esempio è costituito dalla gamba che si estende sulla coscia: il fulcro è nell’articolazione del ginocchio, la potenza è applicata all’inserzione del quadricipite sulla gamba e la resistenza all’estremità della gamba (dunque la potenza si trova tra il fulcro e la resistenza). Chi ha un camino in casa può ravvisare una leva del terzo genere nell’attizzatoio per caminetti.
Le leve di secondo genere nel corpo umano sono piuttosto rare. Un esempio è costituito dal piede quando si solleva il corpo sulla punta dei piedi: il fulcro è nell’articolazione metatarso-falangea, la potenza è applicata all’inserzione dei muscoli del polpaccio sul calcagno e la resistenza è il peso del corpo (dunque la resistenza si trova tra il fulcro e la potenza). In cucina un esempio di leva di secondo genere è lo schiacciapatate.
Il movimento della testa sul collo costituisce una leva di primo genere: il fulcro è nell’articolazione tra la prima vertebra cervicale e l’osso occipitale del cranio, la potenza è nei muscoli estensori della nuca e la resistenza è il peso del capo (dunque il fulcro si trova fra la potenza e la resistenza). In cucina leve di primo genere sono l’apribottiglia e la bilancia.
Le forbici (in cucina quelle per tagliare il pollo o il pesce) sono una macchina formata da due leve di primo genere, con il fulcro in comune, e da due cunei, le lame, ciascuno dei quali consiste di una coppia di piani inclinati. La potenza è la forza applicata ai manici, la resistenza è la forza esercitata sulle lame dal materiale che si vuole tagliare. Altre leve di primo genere, che però non hanno a che vedere con il corpo umano né con la cucina, sono il crick, il piede di porco e le pinze da meccanico.
Maria Carmela Genovese

16-04-2002 20:10

 

Giuseppina Rinaudo
Moderatore

Località: Moncalieri (TO)

leve e attrito

A proposito di forze e leve nel corpo umano, osservate le due fotografie prese durante un’attività svolta in una terza della scuola media L. Einaudi di Torino dalla collega Rosa d’Angella, che ringrazio per avermela inviata.
Scopo dell’attività era far misurare ai ragazzi la forza che erano in grado di esercitare con le braccia premendo contro il muro una bilancia pesapersone (con una conversione dai kg segnati dalla bilancia ai newton).
L’attività era impostata sotto forma di gara. Rapidamente i ragazzi si resero conto che non era solo questione di forza nelle braccia, ma che intervenivano molti altri fattori, anzitutto la resistenza delle scarpe contro il pavimento (forza di attrito statico), la capacità di utilizzare bene le leve presenti nelle gambe (lo si vede molto bene dal confronto delle due foto), ecc.: sfruttando bene un’attività come questa si capiscono più cose sulle forze che in molte pagine di teoria!

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21-05-2002 20:13


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