SeCiF

Forum INDIRE 2002

Francesca Mazzola
Località: Lodi

Magia o scienza?????

Ciao a tutti,
sono un’insegnante della scuola elementare e come molti di voi ho inserito nelle mie lezioni di scienze molti contributi sperimentali. Questa mia scelta è stata dettata da una convinzione maturata negli anni che l’esperimento sia, anche per "i piccoli scienziati" della scuola elementare ,fondamentale e necessario per un apprendimento motivato e stimolante. Sotto le mentite spoglie di gioco sono riuscita a trasmettere ai miei alunni concetti complessi come l’atomo, la temperatura, la luce e tanti altri ancora, con il risultato di un interesse sempre crescente verso la natura delle cose e i segreti della fisica. Credo non ci sia bisogno che vi descriva la gratificazione che provavo ogni volta che i bambini mi chiedevano quando avremmo fatto il prossimo esperimento. Per permettere loro di sperimentare a casa, ho anche scelto di adottare un sussidiario che avesse un taglio prettamente sperimentale per la parte di scienze e contenesse semplici esperimenti eseguibili senza pericolo alcuno.
Uno degli esperimenti che li ha più coinvolti è stato quello volto a verificare le leggi della rifrazione della luce. Abbiamo preso una bacinella vuota, l’abbiamo messa per terra e i bambini si sono disposti a cerchio attorno ad essa. Abbiamo appoggiato una moneta sul fondo e i bambini si sono allontanati dalla bacinella finchè essa non era più visibile. A questo punto sono intervenuta io che ho versato lentamente nella bacinella tanta acqua fino a colmarla e tra lo stupore generale la moneta è riapparsa . Ovviamente non essendoci Harry Potter nei paraggi l’unica spiegazione plausibile è stata la deviazione dei raggi luminosi all’interno del liquido che ha permesso di superare la barriera visiva insormontabile in assenza dell’acqua.
Mi piacerebbe confrontarmi con altri insegnanti della scuola elementare che come me amano proporre le scienze seguendo un approccio meno astratto e più concreto.
A presto
Francesca

12-05-2002 18:31

 

Valentina Montel
Moderatore

Località: Ivrea

meglio tardi che mai ...

Ciao Francesca!
Ti rispondo in ritardo e me ne scuso. Leggendo il tuo messaggio si respira con piacere un’aria fresca e carica di entusiasmo: i contributi sperimentali che hai inserito nelle tue lezioni sono davvero molto validi e sicuramente hanno attratto i tuoi alunni, come dici tu, per "un apprendimento motivato e stimolante"!
A proposito dell’esperimento sulla rifrazione della luce (che, per la cronaca, ha un’origine storica molto antica: viene infatti chiamato "esperimento della moneta di Tolomeo") ti allego una immagine tratta da una vecchia pubblicazione per la Scuola Media (Angelo Susini - Nel mondo della luce).
Nello schema è evidenziata la deviazione dei raggi luminosi quando nella vasca viene versata l’acqua.
Ciao e …lavora sempre così!
p.s. ancora una cosa….hai parlato anche di un sussidiario dal taglio particolarmente indovinato per il tuo modo di fare scienze: potresti dirci di quale si tratta?

31-05-2002 17:13

 

mastroleogabriellaelisa
Località: Pavia
Messaggi: 6

Ciao, anch'io sono un'insegnante della scuola elementare e mi sto laureando in fisica. Molto spesso mi capita di voler spiegare ai miei bambini fenomeni molto semplici ma non trovo le parole adatte per rendere facile e agibile un argomento complicato. Il tuo esperimento sulla moneta è molto interessante, ma quando hai finito e loro hanno visto il risultato, dubito che tu abbia spiegato il fenomeno sulla rifazione della luce! E allora come hai giustificato il tutto? O semplicemente hai solo fatto osservare il fenomeno? Sinceramente confusa.

__________________
Gabriella Mastroleo

31-05-2002 19:29

 

Andrea Anselmino
Utente Registrato

Registrato il: 05-2002
Località: milano
Messaggi: 13

fisica alle elementari

ho letto con piacere tutti gli interventi relativi all'insegnamento delle scienze in laboratorio alle elementari....ed ammiro tutti voi che lavorate in questo mondo!
io sono un docente di fisica delle superiori e ho insegnato per anni in una scuola parificata in cui si va dalla materna alla maturità e la dirigenza mi aveva affidato un anno il cmpito di orgnizzare una serie di esperimenti nel laboratorio per i bimbi di 4° e 5° elementare...
mi sono sentito inadeguato perchè mi sono accorto subito della grande fantasia che è necessaria per un compito del genere e la capacità di creare con le proprie mani.... ma è stata una bellissima esperienza il vedere come i bambini erano presi ed estasiati da tutto ciò che gli veniva presentato, a differenza dell'indifferenza, supponenza e superiorità che spesso mostrano i ragazzi anche dello scientifico....

Se vi può interessare allego un file con alcune delle esperienze che avevo realizzato: noterete che sono esperienze di un certo tipo, cioè quelle che sono riuscito a svolgere con alcune delle attrezzature tipiche di un lab didattico di un liceo, e quindi un pò limitate in "fantasia", m ache comunque sono state molto gradite....
andrea

Allegato: att_elem.doc

 

Andrea Anselmino
Località: milano
fisica alle elementari

ho letto con piacere tutti gli interventi relativi all'insegnamento delle scienze in laboratorio alle elementari....ed ammiro tutti voi che lavorate in questo mondo!
io sono un docente di fisica delle superiori e ho insegnato per anni in una scuola parificata in cui si va dalla materna alla maturità e la dirigenza mi aveva affidato un anno il cmpito di orgnizzare una serie di esperimenti nel laboratorio per i bimbi di 4° e 5° elementare...
mi sono sentito inadeguato perchè mi sono accorto subito della grande fantasia che è necessaria per un compito del genere e la capacità di creare con le proprie mani.... ma è stata una bellissima esperienza il vedere come i bambini erano presi ed estasiati da tutto ciò che gli veniva presentato, a differenza dell'indifferenza, supponenza e superiorità che spesso mostrano i ragazzi anche dello scientifico....
Se vi può interessare allego un file con alcune delle esperienze che avevo realizzato: noterete che sono esperienze di un certo tipo, cioè quelle che sono riuscito a svolgere con alcune delle attrezzature tipiche di un lab didattico di un liceo, e quindi un pò limitate in "fantasia", m ache comunque sono state molto gradite....

andrea

Allegato:

 

Francesca Mazzola
Località: Lodi

non è mai troppo tardi!!!

Cara Valentina,
grazie per le tue belle parole, ma non credo di fare nulla di eccezionale !!!!
Il sussidiario in questione è:

Nuovo Binario Realtà
Progettato e diretto da Mario Amulfi
Edizione il Capitello

Ciao Francesca

01-06-2002 13:02

 

Francesca Mazzola
Località: Lodi

la luce è intelligente

Cara Gabriella,
hai sicuramente ragione sul fatto che spesso la complessità fisica di un fenomeno difficilmente può essere posta e capita da una platea di giovanissimi.
Anche nel caso della rifrazione, ovviamente, non ho potuto spiegare loro la relazione angolare che lega il raggio incidente e quello rifratto (legge di Snell), ma ho giustificato, parzialmente, il tutto basandomi sul principio di Fermat.
Ho spiegato ai bambini che noi possiamo vedere un oggetto perché esso manda un messaggio luminoso che giunge fino ai nostri occhi. Se noi non riusciamo a vedere la moneta qualcosa avrà sbarrato la strada a questo messaggio e in questo caso l’ostacolo è costituito dalle pareti della bacinella. L’aggiunta dell’acqua ha permesso al raggio di scavalcare l’ostacolo e quindi deve avergli fatto cambiare in qualche modo la direzione. Il perché di questa variazione risiede in un principio della fisica che afferma che i raggi luminosi che devono collegare un oggetto ed un osservatore seguono tra tutte le strade possibili quella che fa loro impiegare meno tempo. Se la moneta e l’osservatore sono entrambi in aria (prima parte dell’esperimento) la strada seguita dai raggi luminosi è quella della congiungente rettilinea. Con l’aiuto di un filo di lana, un capo del quale era tenuto da un bambino sulla moneta e l’altro capo da un altro bambino all’altezza dell’occhio, ho potuto dimostrare loro che finchè erano prossimi alla bacinella il "filo" di luce riesce a non scontrarsi con le pareti ma allontanandosi il filo inevitabilmente tocca il profilo della bacinella. Proseguendo nell’allontanamento si vede anche che il filo appoggiandosi sul bordo si piega per mantenere il contatto "visivo". Nel nostro esperimento l’acqua è ciò che permette al raggio luminoso di piegarsi esattamente come il filo. Il raggio luminoso adesso viaggerà in parte nell’acqua e poi l’ultimo tratto per giungere ai nostri occhi lo farà nell’aria. L’acqua è un mezzo più denso dell’aria (come già spiegato nelle lezioni e con gli esperimenti sugli stati della materia) e dunque il raggio luminoso farà più "fatica" a spostarsi e quindi rallenterà. Poiché la luce è "intelligente" è in grado di scegliere tra tutti i possibili percorsi che collegano la moneta all’osservatore, quello che le fa impiegare meno tempo malgrado questo rallentamento nel mezzo più denso e ciò si concretizza con un piegamento del raggio luminoso.
Francesca

01-06-2002 13:04

 

mastroleogabriellaelisa
Località: Pavia

cara Francesca ti ringrazio tanto per le delucidazioni e i suggerimenti che mi hai dato e mi scuso anche per il ritardo della mia risposta ma accedere ai forum è veramenta difficile alcune volte! Spero di poter applicare prestissimo le mie conoscenze della fisica all'insegnamento perchè voglio che i bambini imparino ad amarla come ho fatto io. ti ringeazio ancora e a presto!

__________________
Gabriella Mastroleo

05-06-2002 16:33


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