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Forum INDIRE 2002

La fisica al parco giochi

Messaggio: Elisa Magno
Località: biella

La Fisica al parco giochi

Leggendo gli interventi dei colleghi relativi all'argomento di questo forum, mi è venuta in mente un'idea simpatica che potrebbe aiutare gli alunni di una scuola media (soprattutto di 1a) ad imparare alcune semplici leggi della fisica, divertendosi tutti insieme.

Si potrebbe organizzare la visita ad un parco giochi, uno dei tanti che si trovano nelle nostre città, possibilmente ben strutturato. Facendo giocare i ragazzi, a gruppi, con le varie attrezzature, l’insegnante potrebbe evidenziare le leggi fisiche che governano ciascun attrezzo.

Ad esempio, l’altalena a bilanciere può rappresentare il caso di una leva del primo tipo, che sarebbe possibile sperimentare cercando di ottenere l’equilibrio con l’aiuto, a turno, di due bambini dal peso via via più simile, oppure variando la loro distanza dal perno centrale.
Un’altra possibilità è quella offerta dallo scivolo, che rappresenta efficacemente il piano inclinato: su di esso si possono fare scendere ragazzi di diverso peso, cronometrando il tempo impiegato da ciascuno, oppure cercare l’equilibrio grazie ad un bambino che, dalla cima dello scivolo, ne regge un altro che cerca di andare giù.
Una fune appesa ad un sostegno può rivelarsi un utile esempio di pendolo, del quale si possono evidenziare ad esempio oscillazione, periodo e frequenza mediante un cronometro.
Una piattaforma su molle può inoltre permettere di evidenziare le leggi di compressione e reazione della molla stessa.

Molti altri esempi possono essere immaginati a seconda delle attrezzature disponibili.
Mi sembra un’idea carina per presentare in modo originale e piacevole degli argomenti basilari per lo studio della fisica, che risulterebbe così più gradevole e naturale.

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e.m.

13-04-2002 11:55

parco giochi

Risposta: bressansara

Anzi...esageriamo...facciamo lezione a Gardaland! Io l'ho fatto con una terza linguistico portando una leggera lavagna bianca al famoso parco dei divertimenti. Le giostre danno degli spunti notevoli: si può parlare di cinematica misurando il periodo di rotazione delle giostre rotanti o il periodo di oscillazione delle gabbie o del pirata; si può valutare l'accelerazione di un carrello nelle montagne russe in picchiata o in curva, si può parlare di dinamica discutendo sul momento d'inerzia del polipo quando chiude e apre i tentacoli; ci si può porre domande del tipo: il motore in questo momento sta erogando potenza o no? Perchè nelle gabbie è presente un contrappeso? ecc....queste lezioni sono diventate famose nella mia ex scuola e i ragazzi ogni volta che prendevo una classe nuova mi chiedevano: quando faremo lezione a Gardaland??

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sara br
15-04-2002 17:22

Risposta: Ester Franzese
Località: Cassino

>WOW che bella idea! Fare lezione alle giostre è un'idea eccezionale.... direi quasi geniale!
Io sono arrivata a portare i miei "discepoli" in un ameno luogo mangereccio contrassegnato da un'enorme "M", a studiare il sistema di automazione della friggitoria. Sono stati tutti molto attenti per arrivare il più presto possibile alla fine della lezione e divorare il contenuto dell'oggetto di studio!(hi hi hi)
Ciao ciao
Ester
15-04-2002 17:58

Risposta: Elisa Magno
Località: biella

Ancora sul parco giochi

Ringrazio la colleghe che hanno risposto con entusiasmo al mio intervento; ci tengo tuttavia a precisare che l’idea da me proposta non intendeva offrire agli alunni uno spunto di divertimento che si traducesse addirittura in una visita di istruzione a Gardaland, ma l’opportunità, mediante una lezione guidata di un’ora all’aperto, oltretutto in un luogo vicino alla scuola, di cogliere sotto un nuovo aspetto ed in modo originale alcune semplici leggi fisiche.

Inoltre il parco giochi cittadino, così come lo intendo io, consente agli alunni di sperimentare in maniera diretta con l’utilizzo del proprio corpo le regole che governano l’equilibrio.

L’esperienza vissuta deve naturalmente essere approfondita in classe e sviluppata attraverso la discussione, confluendo infine nella formulazione rigorosa dei principi riscontrati.

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e.m.
15-04-2002 21:24

 

Risposta: bressansara
Località:

Re: Ancora sul parco giochi

Ciao Elisa! Ti rispondo citandoti
"non intendeva offrire agli alunni uno spunto di divertimento che si traducesse addirittura in una visita di istruzione a Gardaland, ma l’opportunità, mediante una lezione guidata di un’ora all’aperto, oltretutto in un luogo vicino alla scuola, di cogliere sotto un nuovo aspetto ed in modo originale alcune semplici leggi fisiche. "
Concordo con la comodità di essere vicini alla scuola

"Inoltre il parco giochi cittadino, così come lo intendo io, consente agli alunni di sperimentare in maniera diretta con l’utilizzo del proprio corpo le regole che governano l’equilibrio."
Nelle giostre invece si pone l'accento sulla cinematica e la dinamica dei corpi in movimento. Sul proprio corpo si sperimentano benissimo le forze apparenti perchè se prendiamo la giostra come come riferimento (cosa che viene assai naturale ) si tratta di un riferimento non inerziale

"L’esperienza vissuta deve naturalmente essere approfondita in classe e sviluppata attraverso la discussione, confluendo infine nella formulazione rigorosa dei principi riscontrati."
E' chiaro che bisogna farlo, anzi io cercavo collaboratori per preparare delle schede di lavoro: non è difficile procurarsi misure di distanze e masse (ho lavorato per 3 o 4 anni in questo campo e saprei a chi rivolgermi) ci sono anche dei siti dedicati alla fisica delle giostre....non ho gli indirizzi precisi, ma si può lavorare con un motore di ricerca... [/B][/QUOTE]

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sara br
16-04-2002 16:07

 

Risposta: Domenico Perrone
Località:

Il luna park della Fisica

Salve a tutti.
solo per citare un libro adattissimo al tema proposto e che mi pare non sia stato ancora tirato in ballo: The flying circus, in italiano Il luna Park della Fisica.
Scusate se non sono preciso ma, vuoi le oggettive difficoltà di connessione ancora fino ad ieri sera, vuoi il poco tempo che le attività varie ci permettono di dedicare ai forum, mentre vi scrivo sono nel laboratorio della scuola (in cui è disponibile la connessione da soli 7 giorni) e non ho la mia biblioteca a disposizione.
Il libro mi pare sia stato tradotto in italiano dalla Zanichelli (chi vuole informazioni più precise mi scriva e gli risponderò privatamente).
Nel libro sono analizzati molti fenomeni della vita quotidiana ed anche di situazioni particolarmente suggestive come accade in un parco giochi.
Per ogni fenomeno viene posto al lettore una domanda che punta alla spiegazione dello stesso in termini quantitativi e sopratutto fisicamente pertinenti.
In coda al libro sono raccolti degli spunti di riflessione. (invero alcuni poco chiari)
Il libro ha sicuramente il pregio di essere stato il primo di una serie.
Proporrò il thread a parte perché mi sembra molto interessante

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COrdiali saluti
17-04-2002 12:57

Risposta: Valentina Montel
Moderatore

Località: Ivrea

ci vuole anche fortuna!

Desidero dire la mia prendendo lo spunto dagli interventi di Elisa, Sara ed Ester a proposito di lezioni di fisica al parco giochi e da quanto proprio Elisa dice nel suo ultimo: "non intendevo offrire uno spunto di divertimento che si traducesse soltanto in una visita di istruzione a Gardaland…").
E’ proprio vero che il laboratorio, di fisica o di scienze, non è una scampagnata o una scelta domenicale! Cercare uno spunto ludico e accattivante e perseguirlo, non solo costituisce una carta vincente per la didattica, ma anche ci "salva la vita" in tante situazioni critiche nelle classi (vedi noia, demotivazione, contestazione…). Bisogna però tenere sempre presente che il gioco, come spunto didattico, non può portare a nulla di buono o consistente a meno che non sia supportato da un valido sostegno progettuale e a meno che non vi sia un diretto coinvolgimento dei ragazzi.
Talvolta le scelte ci cadono letteralmente addosso e allora…dov’è il progetto? bisogna inventarselo lì per lì e con un po’ di fortuna!
A proposito del "cadere addosso" vi racconto un episodio di alcuni anni fa. Una di quelle mattinate in cui in classe non si riesce a combinare niente: giornata bellissima, sole, temperatura tiepida e tanta voglia di andare fuori invece di ascoltare la sottoscritta. Normale "fotografia" di una classe come tante! Chi si dondola, chi sbadiglia, chi chiacchiera e chi fa palline di carta e le lancia. Proseguo imperterrita (ma chi ce lo dà questo coraggio civile di andare sempre avanti?) fino a che una di queste palline arriva sulla cattedra. Con un gesto automatico, quasi non fossi io a farlo e senza neppure guardare, la prendo al volo e la lancio dietro di me: finisce dritta nel cestino! "che fortuna!" pensai dentro di me, "che drago (veramente non usò proprio questo termine!), prof.!", esclamò il più terribile….
Il resto della lezione lo passammo lanciare palline nel cestino cercando di individuare le grandezze fisiche che potevano intervenire in un lancio.
Alla faccia della progettualità!!!

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valentina
19-04-2002 20:41

 

Risposta: Mariateresa Rusconi
Località: lecco

fisica al parco giochi

Ho trovato bella l'idea di portare gli alunni al parco giochi, dato che uno dei problemi principali miei e dei colleghi è interessare alla materia alunni di terza superiore che non si ritengono "scientifici". So già che se facessi però una lezione io, seppur al parco giochi, non mi ascolterbbero...si potrebbe organizzare una sorta di "caccia al fenomeno" a squadre, una volta terminata la meccanica.

20-04-2002 23:08

 

Andrea Cusmano
Località: lissone - milano

laboratorio alternativo

Salve a tutti, vorrei raccontare la mia esperienza, che non è proprio ampia, ma mi ha fatto ottenere qualche piccolo successo tra gli studenti.
Alla mia prima supplenza mi sono trovato in un pacle, unico insegnante di fisica, con una sola classe... inutile dire che il "laboratorio" era completamente a pezzi, visto che da anni nessuno se ne occupava.
Moto rettilineo... studiato sulla pista di atletica, insomma una gara di corsa con tempi intermedi grazie ai quali realizzare i grafici della velocità media...
Quest'anno, in un ITIS, supplenza in una prima... a un certo punto, dopo essere riuscito a convincerli a fare qualche esercizio, vola un aereo di carta. Lo prendo e dico: PFUI, come speri che possa volare bene se è costruito così... e via ad una lezione di "aeronautica"... ma prof... ma veramente c'entra il principio di Archimede... allora se lo faccio a punta che succede... così invece... in quest'altro modo...
insomma siamo finiti tutti quanti a fare origami...
però credo che una lezione così se la ricordino per parecchio!!!
saluti

26-04-2002 16:34

 

Serenella Torre
Località:

fisica al concorso

Questo tuo intervento mi ha fatto ricordare il concorso ordinario per la classe A059. Per la prova di fisica erano richiesti i principi della dinamica e per il primo mi sono soffermata proprio sull'esempio dell'altalena!
Deve essere molto piaciuto perché ho vinto il concorso!

28-04-2002 19:57


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