SeCiF


La meccanica quantistica: il modello dei molti cammini

Sperimentazione al Liceo scientifico tecnologico G. Peano - Torino, maggio 2001

Prof. Donatella Crosta

Laura Bello – Chiara Micheletti

Osservazioni

Prof. Donatella Crosta

Questo metodo di approccio alla meccanica quantistica (la somma dei molti cammini di Feynmann) si è rivelato molto adatto per gli studenti di quinta per molteplici motivi:

Di conseguenza si è ottenuto un alto interesse ed una partecipazione attiva alle lezioni, unito ad un lavoro a casa soddisfacente, al contrario del resto dell'anno. La valutazione è dunque positiva, sia per il comportamento e l'atteggiamento degli allievi durante le attività e le discussioni, che per la verifica finale, che ha avuto come risultati:

9<voto<10  10%

8<voto<9    10%

7<voto<8    20%

6<voto<7    40%

5<voto<6    20%

                       

 

 

Probabilmente altri fattori trainanti sono stati lo studiare un argomento della fisica di questo secolo, la particolarità di quest'ultimo, a cui li avevo introdotti con la frase di Feynmann "Things on a small scale betrowe like nothing that you have any direct experience about" (bisogna rinunciare al comune buon senso), nonché la partecipazione alle lezioni di due docenti non conosciute, le due tirocinanti S.I.S., che hanno saputo trattare l'argomento in modo nuovo e stimolante.

In futuro riproporrei tale unità didattica apportando solo alcune modifiche: aumenterei il tempo dedicato ai momenti di riflessione e discussione e privilegerei maggiormente l'attività con il Fey-tutorial, per farne comprendere pienamente il significato e le potenzialità agli studenti.


Tirocinanti L. Bello - C. Micheletti

La dimensione sperimentale è stata una scelta iniziale a cui si è cercato di tener fede nell'impostazione dell'intero I.D..Questo ha comportato inizialmente un po' di tensione per il tipo di approccio del tutto nuovo, che trattava questo argomento, già di per se non facile da comprendere e spiegare, in una maniera completamente nuova ed insolita per noi. La scelta di non approfondire un'introduzione più tradizionale, che predilige l'aspetto ondulatorio - corpuscolare dell'oggetto quantistico, e gli aspetti legati all'osservazione e misura, non è stata indolore, ma alla fine si è rivelata una fonte di stimolo per comprendere appieno la meccanica quantistica e per studiare le modalità di insegnamento più efficaci. Tenendo conto delle difficoltà all'apprendimento causate dall'orario pesante e dalla scarsa attitudine della classe, si è cercato di impostare gli incontri in modo da mettere in evidenza i concetti fondamentali un po' alla volta e dare così tempo per prendere confidenza con l'argomento. Fondamentale è stata la collaborazione con la collega tirocinante: i continui confronti e scambi di idee, la suddivisione del lavoro in fase di progetto e sviluppo hanno contribuito fortemente alla comprensione ed al miglioramento del nostro intervento, tanto da augurarsi che la nuova scuola dell'autonomia incoraggi e sviluppi il confronto e la collaborazione tra docenti. Interessante e proficua è stata anche la nostra cogestione delle lezioni, che ha permesso di sfruttare appieno ogni momento

Le diverse attività, coadiuvate da schede di riepilogo, hanno garantito agli studenti materiale adeguato per lo studio personale e la comprensione dei concetti. Le schede sono state consegnate alla fine delle rispettive lezioni, in modo da non distrarre gli alunni e da incentivarli a prendere appunti individuali. Particolarmente gradita dagli allievi è stata la presentazione dei numerosi punti di contatto ed approfondimento che la meccanica quantistica ha originato non solo nella fisica moderna, ma anche nelle diverse dinamiche di pensiero (arte, filosofia, sociologia); ma in generale si può affermare che l'intero ciclo di lezione è stato gradito, tanto che si sono lamentati per la collocazione infelice di questo argomento, situato alla fine del programma scolastico. In effetti la stanchezza di fine anno, unita alla preoccupazione per l'esame di stato imminente, incide sulla partecipazione alle lezioni e sul tempo che i ragazzi possono dedicare al lavoro a casa. Si potrebbe provare ad inserire questa tematica, in maniera meno approfondita, dopo aver introdotto la cinematica e la dinamica, per esempio come estensione delle leggi del moto e dei concetti di energia e momento, già alla fine del terzo anno od all'inizio del quarto. La verifica finale ha comunque dato esito positivo e, soprattutto, è stata affrontata con serietà ed impegno da tutti i presenti, ne è emersa una discreta rielaborazione personale dei contenuti ed un buon supporto visivi dei concetti studiati.



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Last modified: Fri Mar 15 16:09:51 CET 2002